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API di Reporting: come migliorarle e potenziarle.



Da una recente intervista su Forbes di Andy Beier ,vice presidente dell'integrazione cloud di Domo, sono emersi alcuni aspetti importanti di cui le aziende dovrebbero tenere conto quando si parla di API di reporting.


Sappiamo infatti ormai quanto sia importante una corretta integrazione tra le diverse piattaforme e quanto le API siano essenziali per consentire quelle che possiamo considerare delle trasformazioni digitali significative. Un'API di reporting rappresenta infatti un essenziale condotto di dati che può alimentare più processi, applicazioni e strumenti.


Ecco perché se parliamo da un punto di vista più tecnico dovremmo tenere in considerazione i seguenti punti:


- Architettura REST: lavorare su REST è molto più facile per gli sviluppatori rispetto a SOAP poiché, a differenza di quest'ultimo, supporta JSON e dunque consente lo scambio dei dati in maniera molto più semplificata.


- Autenticazione OAuth 2.0: consente agli sviluppatori di terze parti di accedere ai dati in lettura di cui necessitano ai fini della reportistica senza dover utilizzare le credenziali del cliente a mezzo di token revocabili.


- Approccio Delta: avere un approccio di questo tipo significa permettere agli sviluppatori di terze parti di scoprire facilmente cosa è cambiato dall'ultimo download senza dove avere a che fare con una mole di dati ripetitivi.


- Strategia di impaginazione: adottare una strategia che consenta agli sviluppatori di iniziare a lavorare durante il download senza dover aspettare che il documento venga scaricato completamente consente ad esempio di eliminare così tutte le eventuali problematiche legate ad una eventuale cattiva prestazione.


- Compressione gzip: un modo per ridurre significativamente la dimensione del file dei payload è quello di ridurre la larghezza di banda con la compressione gzip.


- Webhook: uno sviluppatore di terze parti potrebbe trovare molto utile monitorare eventi specifici tramite webhook, un callback HTTP che invia dati al verificarsi di un determinato evento.


Per garantire tuttavia che nel lungo periodo le proprie API di reporting abbiano successo è necessario che le aziende tengano in conto, secondo quanto suggerito da Andy Beier, di quattro aspetti fondamentali:


1) Strategia di aggiornamento: a fronte di una eventuale modifica per un'API, è fondamentale che la comunità degli sviluppatori possa avere il giusto preavviso per poter poter mitigare eventuali interruzioni dei rapporti.


2) Documentazione: gli sviluppatori di terze parti devono poter avere accesso ad una documentazione completa sull'API di reporting con le best practice accettate.


3) Supporto: quando si verifica un problema con l'API, gli sviluppatori di terze parti devono poter usufruire di un supporto tecnico che possa aiutarli e avere una pagina di stato per sapere se l'API sta riscontrando problemi.


4) Uso interno: un modo per prevenire o anticipare problemi importanti con l'API di reporting è che il fornitore imponga ai propri team interni di utilizzare la stessa API.


Potremmo concludere dicendo dunque che senza adeguate API di reporting le organizzazioni probabilmente faranno un'enorme fatica nell'ottenere le informazioni di cui avranno bisogno e gestire attività e prestazioni in modo ottimale sarà davvero difficile.

Occorre invece che attraverso un corretto utilizzo dei dati, si possa generare un maggiore valore per la propria azienda e tutti i soggetti coinvolti.



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